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Categorized | Esteri

A Russia e Cina servono 5-10 anni per rimpiazzare il dollaro

Posted on 05 agosto 2016

Nuova-Via-della-Seta

04 Agosto 2016 22:24 

di Pasquale Cicalese per Marx21.it

Non è di tutti i giorni la possibilità di leggere report in cui si legano geopolitica, finanza e commercio mondiale; spesso le tre cose vengono slegate ed è per questo che gli analisti finanziari non colgono l’essenza del mercato mondiale e le sue dinamiche. E così che si è avuta la fortuna di leggere il report Sinossi 2015 – Rapporto Intermedio 2016 Economia e mercati finanziari – dell’autore Guido Salerno Aletta, editorialista di MilanoFinanza, per la casa editrice Teleborsa, che ha anche un sito di informazione finanziaria.

Partiamo dal capitolo Geopolitica, macroeconomia e finanza. L’autore, dopo aver analizzato il ruolo caotico degli Usa sullo scacchiere mondiale, passa in rassegna il percorso dell’Heartland e del Grande Medio Oriente, quella Via della Seta che è stata studiata ampiamente. Secondo Salerno Aletta, i cinesi si sono negli ultimi tempi ripiegati su se stessi per via della crisi del commercio mondiale e della crisi dell’Occidente. Contemporaneamente hanno costruito un network finanziario e di investimenti lungo la via della Seta, partecipando alla Sco, alla banca dei Brics, all’AIIB e all’Unione Economica euroasiatica. Il network militare ed economico Cina Russia e India costituisce per l’autore un infallibile schema cui l’Occidente non potrà far fronte, malgrado gli Usa abbiano predisposto Il TTP asiatico e il TTIP transatlantico. Perché il network, allargato all’Iran, è composto da tre miliardi di persone, con tre potenze nucleari e l’immenso patrimonio industriale cinese, oltre che le esorbitanti riserve di risparmio e valutarie.
Alla Cina occorre tempo per arrivare nel Mediterraneo perché l’Arco di Crisi mediorientale è difficile da dipanare. Salerno Aletta ritiene che alla fine ci sarà un direttorio Usa-Cina per quest’area con un ruolo preminente dell’Iran. E’ lungo l’Arco di Crisi che le maggiori potenze si confrontano non solo per via del petrolio e del gas e dei relativi gasdotti e oleodotti, ma anche perché, ricorda l’autore, con il raddoppio del Canale di Suez il Mediterraneo diviene centrale: chi controlla quest’area, controlla il flusso di merci. E’ per questo che Gb e Francia tentano di spodestare il ruolo dell’Italia sia in Libia sia in Egitto.

Dall’arco di crisi mediorientale e dal mediterraneo arriviamo al network finanziario londinese, con la speciale relationship Gran Bretagna Cina, anche e soprattutto a seguito della Brexit, peraltro avversata dai cinesi. Qui la potenza industriale cinese si incontra con la potenza finanziaria inglese in un connubio che potrebbe in futuro spodestare il ruolo di New York. I cinesi cercano una sponda al loro surplus perché investendola solo all’interno potrebbe provocare bolle e crisi di sovrapproduzione, agli inglesi serve invece per spodestare il dominio tedesco sull’Europa, un dato di fatto dal 2008. In ogni caso né Cina né Russia vogliono una subitanea fine dell’euro perché ciò provocherebbe, secondo Salerno Aletta, un fatto increscioso per loro, vale a dire la caduta di una divisa concorrente al dollaro e la dollarizzazione completa dei mercati finanziari, oltre che consistenti perdite in conto capitale dati i massicci investimenti russi e cinesi in euro.

Non vogliono la caduta ora dell’euro, ma ciò non significa che non si stiano attrezzando per spodestare la divisa europea dai mercati mondiali con lo yuan e con l’oro. Semplicemente prendono tempo in vista di strutturare le loro istituzioni finanziarie, quali la banca dei Brics e l’AIIB, alternativi allo stesso FMI e alla Banca Mondiale.

Oltre a questa analisi dell’autore, c’è da aggiungere un altro aspetto, la questione energetica. Entro due anni saranno operativi i gasdotti Altai e Power of Siberia, che dall’Heartland russo arriveranno al mercato cinese. Una volta operativi, il ruolo dell’Europa per la Russia, e con sé per la Cina, si ridimensionerà fortemente. Salerno Aletta stima in 5 10 anni il rimpiazzo della valuta europea e la completa dedollarizzazione dei mercati; se così fosse Cina e Russia, l’uno con l’apporto commerciale, finanziario e industriale, l’altro con l’apporto militare e del soft power, potrebbero cingere d’assedio l’Europa, a sud con il controllo di fatto delle rotte mediterranee, a nord con la speciale relazione finanziaria con la City londinese. Con quale mezzo? Potrebbe essere lo yuan, ma potrebbe essere anche l’oro o un mezzo di pagamento internazionale legato all’oro e alle materie prime.

Uno scenario del genere implica uno scontro con la potenza talassocratica americana che userebbe l’islamismo come arma di ricatto e di caos europeo. Questo nel giro di nemmeno una generazione. Di certo l’autore parla di evidente crisi occidentale e di una potenza formidabile data dall’alleanza tra Cina e Russia. Fa pensare in effetti che da circa due anni da Pechino non giungano notizie eclatanti riguardanti lo scacchiere mondiale. Come dice l’autore si sono “rintanati”, guardano lo sviluppo interno. Che continua inesorabile, malgrado la crisi del commercio mondiale, nel mentre in Russia non ci sono notizie di scontenti di massa per le condizioni di vita, nonostante le sanzioni. Si sono chiusi a riccio, in attesa di proiettarsi all’estero magari a seguito di qualche avvenimento. Cinque dieci anni di chiusura a riccio, poi, forse, l’esplosione monetaria, commerciale, finanziaria e finanche militare. Che farà l’Europa? Gli Stati Uniti d’Europa di un’area colpita a morte dalla deflazione? Si abbraccerà a Zio Sam? E insieme che faranno? Le riunioni dei Soros di turno?

 

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