Crea sito

Categorized | Politica, Religione

Papa Francesco e la guerra dei soldi

Posted on 02 agosto 2016

gott_mit_uns-1928

lunedì 1 agosto 2016

Furio Colombo)

Viviamo in un tempo che ha perduto il senso della storia. E senza storia a fare da guida, molti pensano che il Papa sia un o ptional. Possiamo restituirlo e cambiarlo con qualcuno che parli con la voce ferma e senza tenerezze di un Dio padrone, alla maniera di Pio XII. Ma è andata male, e molti leader del mondo si sono trovati un Dio sbagliato, quello della misericordia, e un Papa sbagliato, a cui capita di inciampare mentre cammina da solo e di andare in tram alla festa dei giovani. Il problema è che uno buono e un po’disordinato lo si può tollerare. Ma non uno che dice “questa non è una guerra di religione, è una guerra di soldi”. Smontare la scenografia delle finzioni alla Blair, che consentono di fare guerre per ragioni che non esistono, questo no. L’importante è arrivare presto alla parola “combattere”, consonanti e vocali in cui sentite lo scatto metallico di armi implacabili che porteranno “giustizia”. A che cosa serve essere religiosi e avere un Papa per benedire, se non vai a combattere? Come permettere che la grande macchina complessa della religione sembri solo un’assemblea di suorine che cantano e di ragazzini troppo giovani al momento momento per impugnare le armi, come permettere che venga svelata (dal Papa!) nel suo lato oscuro di macchina del martirio obbligato, celebrato e indiscusso? Le armi sono comunque di Dio, perché Dio è stato offeso dall’altro Dio, essere ripugnante, di cui anzi si cominciano a scrivere bestemmie sui migliori giornali in modo che l’off esa produca il giusto risentimento per il prossimo attacco. Ma chi è questo Papa che svela l’antico trucco dei secoli e osa spiegare ai ragazzi troppo giovani (dunque avvertiti in tempo) di Cracovia che ti manderanno a combattere, a uccidere, a morire, non perché Dio lo vuole, ma per una questione di soldi? Qui il Santo Padre ha davvero passato il segno. Ha tentato di smontare la trovata più straordinaria che ha arricchito re, imperatori e governanti per secoli, la sola per cui una madre spinge il figlio ad andare al fronte, una sposa col bambino in braccio saluta in lacrime orgogliose il suo uomo che non torna. Il Papa, pensateci bene, ha svelato che gli affari fanno le guerre e le guerre fanno gli affari, tanto è vero che nessuno si è mosso in soccorso dei turchi imprigionati dopo il finto colpo di Stato, dei curdi bombardati, delle stragi di Assad, delle città assediate dove i bambini muoiono di esplosioni e di fame, circondate da varie e diverse truppe di un Dio offeso, perché gli hanno negato terra e petrolio in quantità adeguata. Vi rendete conto che il Papa non può passarla liscia. Le grandi autorità non sono state messe lì per dire la verità, un certo mondo andrebbe in rovina. In Italia, per esempio, Paese poco cristiano ma particolarmente offeso da Papa Francesco con il suo rifiuto di stare al gioco, e le sue parole un po’ anarchiche, vi capita che squadre di politici ed editorialisti si buttino in soccorso di Dio contro il Papa, si mettano a dire a chiunque voglia ascoltare: “Ma come fa quel pazzo a dire che non è una guerra di religione, se questi uccidono persino i preti mentre dicono messa!”. E di colpo prete, chiesa e santa messa diventano i simboli più amati ed esaltati di alcuni che hanno rapporti stretti con certi cardinali solo per questioni immobiliari e candidature alle varie cariche. Certo il Papa, svelando la vera ragione di sgozzamenti e bombardamenti, provoca un fastidioso problema perché toglie senso a decine di editoriali, decine di illustri commenti e decine di fiere, appassionate difese della fede di ben motivati non credenti. È rimasto solo Avvenire, giornale dei vescovi, Radio Radicale (purtroppo non c’è più Pannella), e Antonio Padellaro su questo giornale (il 28 luglio) a difendere il Papa. Infatti gli altri, i grandi “indipendenti ” (non parlo dell’a mpio schieramento di centrodestra che attacca il Papa con un nuovo, violento tipo di aggressione) non si fidano a difendere una testa matta che non vede la guerra di Dio ma denuncia una guerra di soldi. Infatti se cominci a chiamare la difesa del sacro suolo “guerra di soldi”, smonti secoli di “p atriottismo” che è morte per milioni di esseri umani e beneficio (grande) di pochissimi. Che, infatti, ricominciano subito, dopo due o tre monumenti ai caduti, un’altra guerra necessaria. Se è possibile una guerra di Dio. Ma Papa Francesco non è né imbarazzato né timido. E i suoi avversari dovranno ripensare la loro inutile strategia per fermarlo.

 

Comments are closed.

Blog di aqiva su Google+

SeguiIn campo

Archivi

In campo sui Social Network

In campo su Google+

ottobre: 2017
L M M G V S D
« Giu    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

SeguiIn campo

In campo su Google+